Obiettivo
Lo studio, condotto dal Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza Università degli Studi di Roma, è finalizzato a:
✅ Quantificare l’uso dell’AMP e dei siti d’immersione, osservare il comportamento dei subacquei in immersione, stimare eventuali impatti;
✅ Quantificare eventuali impatti delle attività subacquee su organismi sessili;
✅ Valutare la sostenibilità delle attività turistiche in immersione nell’AMP.
Il disegno di campionamento
Il comportamento dei subacquei è stato valutato in prossimità delle boe individuate e messe in posto da RomaNatura per le attività turistiche in immersione. Il monitoraggio degli impatti sulle specie bentoniche sessili è stato effettuato pre e post periodo di massima frequentazione in siti frequentati dai subacquei ed in siti al di fuori dei percorsi normalmente svolti dai Centri d’immersione accreditati, questi ultimi utilizzati come controllo. Il disegno di campionamento è stato impostato secondo l’approccio BACI (before-after-control-impact) ed ha permesso di rilevare lo stato di salute dei popolamenti nelle annualità 2023 e 2024.
Metodo
Lo studio è stato condotto mediante l’analisi dei dati contenuti nei registri ufficiali dell’AMP e attività di campionamento in immersione condotte da Operatori Scientifici Subacquei (OSS). I campionamenti subacquei sono stati effettuati attraverso l’applicazione di metodiche non distruttive (visual census e campionamenti fotografici) ed hanno permesso di quantificare i disturbi che agiscono sul fondale attraverso l’osservazione diretta del comportamento dei subacquei in immersione. Inoltre, gli effetti di queste attività sui popolamenti del coralligeno sono stati valutati attraverso il monitoraggio di specie sensibili utilizzate come bioindicatori.
In particolare:
✅ il comportamento dei subacquei è stato valutato mediante osservazione diretta (visual census) durante l’intera immersione; l’OSS ha registrato su una lavagnetta plastificata i contatti dei subacquei con il fondale ed altre informazioni importanti.
✅ Per stimare l’effetto del turismo subacqueo sul popolamento bentonico sono state selezionate 11 specie tra briozoi, esacoralli, ottocoralli e ascidie, bioindicatrici di impatto delle attività diving. L’abbondanza di queste specie è stata stimata mediante campionamento fotografico effettuato pre e post periodo di massima frequentazione dei subacquei sui fondali dell’AMP e in siti frequentati e non frequentati dai visitatori subacquei.
Le 11 specie monitorate
Risultati

Il numero annuale dei visitatori mostra oscillazioni, con un massimo di 5728 immersioni registrato nel 2013 ed un minimo di 2140 immersioni nel 2020, anno caratterizzato dall’epidemia di COVID-19. Il 2023, tra le stime a disposizione, risulta essere un’annualità con accessi particolarmente contenuti. La posizione dell’AMP in mare aperto e le condizioni meteo-marine influiscono significativamente sul numero totale di visitatori l’anno, contribuendo a spiegarne le ampie variazioni inter-annuali.

Le visite all’AMP aumentano soprattutto durante i mesi estivi, quando le condizioni meteo-marine più favorevoli permettono di raggiungere l’area con maggiore frequenza e in condizioni di sicurezza ottimali. Questo andamento è condiviso anche con l’annualità 2022.

Le boe d’ormeggio 1, 2 e 7 sono quelle maggiormente utilizzate dai Centri di immersione autorizzati nel 2023. Queste 3 boe hanno ospitato l’85% delle immersioni totali effettuate fino ad ottobre 2023.

In media, durante ogni immersione, i subacquei hanno 5,0 ± 4,7 (media ± deviazione standard) contatti con il fondale: questo numero varia notevolmente tra i turisti monitorati, da un minimo di 0 contatti/immersione ad un massimo di 21 contatti/immersione.

Contrariamente a quanto si possa immaginare, i subacquei più esperti (ovvero coloro che hanno un numero elevato di immersioni effettuate durante la loro “carriera”) urtano più volte il fondale rispetto ai meno esperti.

L’utilizzo di una foto/videocamera durante l’immersione è risultato essere un fattore in grado di aumentare il numero di contatti con il fondale: i subacquei dotati di foto/videocamere ed apparati di illuminazione hanno effettuato in media 7 ± 5 contatti con il fondale/immersione, rispetto a coloro che ne erano sprovvisti, per i quali è stato riportato un valore di 3 ± 3 contatti/immersione.

I subacquei entrano in contatto con il fondale in maniera involontaria nel 65,2% dei casi: questi contatti avvengono attraverso gav, pinne ed erogatori. In questi casi si può presumere che i subacquei non avessero visione o percezione del fondale. Al contrario, il 30% dei contatti registrati può essere classificato come volontario perché avvenuto appoggiando le mani sugli organismi del benthos posti davanti al subacqueo: sebbene volontario, questa tipologia di contatto può causare la rottura degli organismi. Infine, il 5% dei contatti registrati è avvenuto per mezzo della fotocamera subacquea
Confronto tra annualità
Non si evidenziano impatti sui popolamenti. Nel complesso tra il 2023 e il 2024 non si osservano differenze nella frequenza media delle specie bioindicatrici, nei siti monitorati. Tutte le specie appaiono in buona salute, senza danni evidenti o estesi fenomeni di necrosi.
Le variazioni che si possono osservare per le varie specie sono principalmente attribuibili al fatto che tali organismi bentonici non sono distribuiti in maniera uniforme sul fondale e le aree considerate tramite i quadrati di campionamento non sono state esattamente le stesse ma variano in funzione della modalità randomica con cui viene effettuato il campionamento.
Le implicazioni per la gestione dell’AMP
Gli studi evidenziano un limitato impatto delle attività turistiche in immersione svolte all’interno dell’AMP Secche di Tor Paterno, dimostrando l’efficacia delle misure di gestione e la definizione di un quadro sostenibile ed in linea con altre realtà nel panorama Mediterraneo.
I risultati ottenuti hanno permesso la riapertura della boa 8, chiusa nel 2014 a causa di fenomeni di sofferenza della specie P. clavata. Ciò permette di dividere il flusso di visitatori spesso concentrato sulla vicina boa 7.
Le risorse impiegate da RomaNatura per il monitoraggio hanno permesso anche la pubblicazione di un lavoro scientifico su una rivista internazionale che descrive la metodica impiegata nell’AMP Secche di Tor Paterno, rendendola di fatto esportabile ad altre AMP.
Qui il link per visionare la pubblicazione scientifica: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0025326X25009798
